CECOP lancia la campagna “Le cooperative garantiscono che il valore creato in Europa resti in Europa”

Bruxelles, 1° luglio 2026 – CECOP, la Confederazione europea delle cooperative industriali e dei servizi di cui Legacoop Produzione e Servizi è parte, ha lanciato la campagna Cooperatives ensure value created in Europe stays in Europe, per promuovere una politica industriale europea capace non solo di riportare la produzione nel continente, ma anche di garantire che il valore economico generato rimanga nelle comunità europee.

L’iniziativa, realizzata insieme a Cooperatives Europe e con il sostegno di REScoop.eu ed Euro Coop, si inserisce nel dibattito in corso sulle nuove politiche dell’Unione europea per rafforzare l’autonomia strategica, a partire dall’Industrial Accelerator Act e dalla revisione della Direttiva sugli appalti pubblici.

Alla base della campagna c’è una convinzione chiara: il concetto di “Made in EU” non deve limitarsi a indicare dove un prodotto viene realizzato, ma deve considerare anche come viene prodotto e chi detiene il valore che genera, affinché la ricchezza creata in Europa continui a sostenere territori, lavoratori e comunità locali.

Le cooperative rappresentano un modello particolarmente efficace in questa direzione. Grazie alla proprietà collettiva e alla governance democratica, garantiscono infatti che il valore prodotto venga reinvestito sul territorio, evitando fenomeni di estrazione della ricchezza a favore di azionisti esterni e rafforzando al tempo stesso sostenibilità, resilienza e coesione sociale.

Nel position paper pubblicato da CECOP vengono evidenziati gli effetti positivi del modello cooperativo in diversi ambiti strategici: dall’inclusione sociale alla creazione di lavoro di qualità, dall’innovazione centrata sulle persone alla sostenibilità ambientale, fino alla costruzione di filiere più solide e radicate nei territori.

Le cooperative industriali e dei servizi, rappresentate da CECOP, sono attori di prima linea nella lotta alla deindustrializzazione e nel mantenere la manifattura europea nell’UE, promuovendo al contempo l’innovazione. Attraverso i workers buyout, preservano non solo posti di lavoro ma anche competenze industriali fondamentali che altrimenti verrebbero perse a causa del trasferimento, garantendo al contempo posti di lavoro di qualità grazie alla proprietà dei lavoratori e all’impegno a lungo termine nell’occupazione locale. Un quadro “Made in UE” basato sui valori è quindi essenziale per riconoscere pienamente e rafforzare il loro ruolo nel mantenere l’industria e i servizi europei saldamente radicati nell’UE.” ha dichiarato Monica Fantini, Presidente di CECOP.

Il documento individua cinque raccomandazioni prioritarie per le future politiche europee:

  • riconoscere esplicitamente il ruolo strategico delle cooperative, comprese le comunità energetiche, all’interno del concetto di “Made in EU”;
  • introdurre nella revisione delle norme sugli appalti pubblici criteri premiali per le imprese che mantengono il valore economico all’interno dell’Unione europea, rafforzando una vera “preferenza europea”;
  • sviluppare il principio dell’“Owned by EU”, affinché l’attività economica sia orientata al benessere delle comunità e non esclusivamente degli investitori esterni;
  • garantire coerenza tra concetti come “Made in EU”, “Designed in EU” e “Owned in Europe”, sulla base di valori e principi condivisi;
  • prevedere misure di sostegno e semplificazioni amministrative per le PMI e le cooperative, accompagnando la transizione senza generare nuovi oneri.

 

La pubblicazione del Position Paper arriva in un momento particolarmente significativo, mentre la Commissione europea si prepara a presentare entro l’anno la proposta di revisione della Direttiva sugli appalti pubblici. Per il movimento cooperativo europeo si tratta di un’occasione importante per affermare una visione dell’economia fondata non soltanto sulla produzione locale, ma anche sulla capacità di trattenere e redistribuire il valore nei territori.

Scegliere europeo, sottolinea la campagna, significa investire in un modello produttivo locale, sostenibile, democratico e radicato nelle comunità.

Consulta il POSITION PAPER

1 Luglio 2026