05 Giu
Pubblicato il testo ufficiale delle Linee Guida sulla revisione prezzi ordinaria negli appalti di servizi e forniture. Per la Consulta si apre ora la fase decisiva dell’attuazione nei bandi, nei contratti e nella gestione dell’esecuzione.
Roma, 5 giugno 2026 – La Consulta dei Servizi prende atto con soddisfazione della pubblicazione, da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, delle Linee Guida per la corretta attuazione della revisione dei prezzi ordinaria negli appalti di servizi e forniture.
Si tratta di un passaggio importante, atteso dal comparto, che dà seguito al percorso di confronto avviato con il Ministero, con il Viceministro Edoardo Rixi, con le istituzioni competenti e con le associazioni di rappresentanza riunite nella Consulta dei Servizi.
Le Linee Guida riconoscono la revisione prezzi ordinaria come strumento di presidio dell’equilibrio contrattuale nei contratti di durata e forniscono alle stazioni appaltanti indicazioni operative per l’inserimento delle clausole nei documenti di gara, per la definizione degli indici applicabili, per l’accantonamento delle risorse nei quadri economici e per la gestione della fase esecutiva.
Per la Consulta dei Servizi questo è un avanzamento concreto, perché interviene su uno dei nodi più rilevanti per la sostenibilità degli appalti di servizi e forniture: la necessità di evitare che l’aumento dei costi, la dinamica delle retribuzioni, la volatilità dei fattori produttivi e le condizioni di mercato compromettano l’equilibrio dei contratti, la continuità dei servizi e la tenuta delle imprese.
La Consulta sottolinea, in particolare, il valore dell’impostazione che distingue tra revisione straordinaria e revisione ordinaria, riconoscendo a quest’ultima una funzione essenziale nei contratti continuativi, periodici e ripetuti nel tempo. È una cornice utile per servizi indispensabili al funzionamento quotidiano del Paese: pulizie e sanificazioni, ristorazione collettiva, servizi ambientali e gestione dei rifiuti, vigilanza privata, servizi sociosanitari, assistenziali ed educativi, lavanolo, sterilizzazione e gestione dei dispositivi medici, facility management e altre attività essenziali svolte ogni giorno in ospedali, scuole, uffici pubblici, aziende e strutture collettive.
La pubblicazione delle Linee Guida rappresenta quindi un primo risultato del lavoro comune portato avanti dalla Consulta dei Servizi, che riunisce 19 associazioni nazionali e 4 rappresentanze di filiera, espressione di un comparto che conta circa 45 mila imprese, quasi un milione di lavoratrici e lavoratori e genera un valore economico superiore ai 70 miliardi di euro.
Ora, tuttavia, la fase decisiva sarà quella applicativa. Le indicazioni contenute nelle Linee Guida dovranno tradursi in clausole chiare, risorse accantonate, criteri coerenti e procedure effettivamente utilizzabili dalle stazioni appaltanti. Senza un’applicazione uniforme nei bandi e nei contratti, la revisione prezzi ordinaria rischia di restare uno strumento solo potenziale, mentre per i servizi di durata deve diventare una prassi amministrativa ordinaria, trasparente e verificabile.
Pur riconoscendo il valore del traguardo raggiunto, la Consulta ritiene che esso non possa e non debba rappresentare il punto di arrivo. Le Linee Guida costituiscono un importante avanzamento interpretativo e operativo, ma il settore dei servizi continua ad avere bisogno di un definitivo riequilibrio normativo che riconosca pienamente la propria specificità economica e organizzativa rispetto al comparto dei lavori.
Il tema non è soltanto tecnico. Riguarda la qualità e la continuità di servizi essenziali per cittadini, amministrazioni, lavoratrici, lavoratori e imprese. Riguarda la possibilità di costruire appalti sostenibili, capaci di reggere nel tempo e di garantire prestazioni adeguate senza scaricare sulle imprese e sulla filiera gli effetti di dinamiche economiche non governabili.
Per questo la Consulta dei Servizi auspica la prosecuzione del confronto con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con il Governo, con il Parlamento, con le Autorità competenti e con le stazioni appaltanti, affinché le Linee Guida siano attuate in modo omogeneo e diventino parte di un quadro più stabile, equilibrato e coerente per gli appalti di servizi e forniture
