17 Mar
Roma, 17 marzo 2026 – “Il governo convochi con urgenza un tavolo per individuare i provvedimenti necessari nel breve e medio termine per affrontare la crisi energetica e l’aumento dei costi delle materie prime generate dal conflitto in Iran”.
A chiederlo, in occasione dell’incontro con il ministro Urso, il presidente di Legacoop, Simone Gamberini.
“Servono – ha detto Gamberini – misure straordinarie, immediate e concrete: la sospensione dei fertilizzanti dal CBAM per salvaguardare il settore cerealicolo; il ripristino del credito d’imposta al 20% sul gasolio per la pesca; misure a sostegno delle imprese dell’autotrasporto, fortemente colpite dall’aumento del costo dei carburanti, tra cui il credito d’imposta sull’incremento del prezzo di gasolio e HVO e interventi immediati per rafforzarne la liquidità, senza trascurare la necessità di aggiornare i costi indicativi di esercizio e di garantire la piena applicazione delle clausole di adeguamento carburante nei contratti, salvaguardando eventuali strumenti riconosciuti al trasporto professionale in caso di interventi sulle accise. Sul fronte elettrico, l’unico intervento realmente incisivo nel breve periodo è lo sviluppo delle fonti rinnovabili, considerando che nel solo 2024 sono stati installati 7 GW”.
Accanto alle misure di carattere emergenziale, il presidente di Legacoop ha sottolineato l’esigenza di un piano strutturale di gestione dell’energia nel lungo periodo, fortemente orientato allo sviluppo delle fonti rinnovabili.
“Non possiamo correre una maratona – ha detto – facendo scatti da cento metri: serve una direzione complessiva, una visione strategica e interventi di lungo periodo: Ad inizio marzo, a seguito delle tensioni internazionali, il prezzo del gas all’ingrosso è aumentato di oltre il 60%, superando i 50 euro per megawattora. È indispensabile definire un piano strutturato che riparta dal Piano Cingolani e dal REPowerEU”.
Nel corso dell’incontro, il presidente di Legacoop ha evidenziato la necessità di: includere la forma cooperativa nel futuro “28° regime” societario europeo, rimuovendo gli ostacoli giuridici e l’eccesso di rinvii alle normative nazionali che hanno finora frenato la diffusione della Società Cooperativa Europea; estendere l’Industrial Accelerator Act a tutti i settori ad alta intensità energetica e di rafforzare le clausole Made in EU; salvaguardare, nell’ambito del Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034, le risorse destinate alla Politica Agricola Comune (PAC) e ai fondi di coesione. Ha inoltre ribadito l’urgenza di interventi sulla normativa nazionale relativa alle start-up innovative e alle aggregazioni consortili.
Altro tema decisivo, la necessità di garantire una rapida e piena operatività delle misure previste dal programma Transizione 5.0, considerando gli investimenti in innovazione, digitalizzazione ed efficientamento energetico essenziali per rafforzare la competitività del sistema produttivo e accompagnare la trasformazione industriale del Paese. “Ritardi e incertezze sugli strumenti di politica industriale – ha concluso Gamberini – rischiano infatti di compromettere programmi di investimento già pianificati dalle imprese”.
