03 Mar
Roma, 3 marzo 2026 – Si è svolto oggi a Roma, presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati, su iniziativa dell’onorevole Maria Chiara Gadda, vicepresidente commissione agricoltura e prima firmataria Legge 166/16 antispreco, il convegno dedicato al tema della riduzione dello spreco alimentare nella ristorazione scolastica.
L’incontro ha rappresentato un momento di dialogo tra istituzioni, enti locali, scuole, gestori della ristorazione ed esperti, volto ad approfondire come Linee guida nazionali, Criteri Ambientali Minimi (CAM) e nuovi indirizzi europei possano tradursi in pratiche operative concretamente applicabili, favorendo modelli organizzativi in grado di supportare pianificazione, monitoraggio e prevenzione dello spreco alimentare.
Tra gli speaker, insieme all’On. Maria Chiara Gadda, Daniele Branca, responsabile ufficio legislativo e lavoro di Legacoop Produzione e Servizi, Giovanni Gostoli, direttore generale Rete dei Comuni Sostenibili, Carola Ricci, Professor of International Law, Rector’s Delegate for Africa and coordinating figure for International Cooperation Università di Pavia e Nicola Lamberti, CEO e founder di PlanEat.
“A dieci anni dalla Legge 166, che ha permesso di intervenire sulle eccedenze alimentari a valle, è il momento di rafforzare le politiche pubbliche orientando sempre più il percorso verso la prevenzione dello spreco a monte, in particolare nei servizi scolastici. Strumenti come gli appalti pre-commerciali e l’innovazione digitale possono aiutare le amministrazioni a definire capitolati più puntuali sul raggiungimento dei CAM e a spostare l’attenzione dal solo criterio del prezzo alla misurazione degli impatti ambientali e sociali”, ha dichiarato l’onorevole Maria Chiara Gadda.
“L’adozione dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) nella ristorazione collettiva ha generato criticità operative ed economiche. L’eccessiva rigidità del Decreto del 2020 ha imposto quote di prodotti biologici spesso irreperibili sul mercato, causando un aumento dei costi troppo spesso non riconosciuto dalle stazioni appaltanti. Tale rigidità, a seguito di un proficuo confronto, è stata parzialmente stemperata con la recente circolare, da noi richiesta, emanata dal MASE nel settembre 2025. Resta però necessario un cambio di paradigma: bisogna superare, con uno sforzo condiviso di tutti i soggetti coinvolti, la cultura della spending review che ancora domina il settore dei servizi essenziali per garantire invece la massima qualità del servizio, assicurando una corretta valorizzazione degli investimenti in sostenibilità in cui le imprese da tempo sono impegnate, ma che troppo spesso vengano dati per scontati. Per questi motivi si rende necessaria una revisione dei CAM di settore”, sottolinea Daniele Branca, Responsabile Ufficio Legislativo e del Lavoro di Legacoop Produzione e Servizi.
Al seguente link l’intervista su AdnKronos: Branca (Legacoop), ‘Ristorazione collettiva, Legacoop chiede basi d’asta adeguate e revisione prezzi’



